LA DISINFORMAZIONE HA VINTO. E CHI PAGA È SEMPRE LO STESSO.


Guardate questa immagine. Stampatela in testa. Perché è la fotografia perfetta di quello che è successo in questi due giorni in Italia.

Il referendum doveva essere un atto di democrazia. È diventato l'ennesima operazione di polizia politica. La casta della giustizia ha vinto. E non ha vinto perché il popolo ha scelto consapevolmente. Ha vinto perché ci hanno impedito di capire. Ci hanno riempito la testa di fumo, di paure, di "è troppo complicato", di "non toccate la Costituzione più bella del mondo".

E noi, come sempre, abbiamo abboccato.

Come funziona la truffa

Ve la spiego semplice semplice, perché loro non vogliono che sia semplice.

C'erano dei quesiti referendari. Sembravano tecnici. Non lo erano. Erano il primo, vero tentativo di mettere un freno a un potere che in questo Paese non ha mai avuto controlli: la magistratura.

Separare le carriere tra pm e giudici. Sembra una questione da giuristi? No, è una questione da cittadini. Perché oggi, in Italia, chi ti accusa può diventare lo stesso che ti giudica. Sono colleghi. Sono della stessa corrente. Si scambiano favori nei Consigli giudiziari. È un sistema di potere parallelo che nessuno ha mai osato toccare.

Noi abbiamo provato a toccarlo. E loro hanno fatto quello che sanno fare meglio: hanno difeso il loro orto.

L'armata delle toghe e i loro scudieri

Guardate le immagini di questi giorni. I magistrati che esultano. Che si abbracciano. Che si stringono la mano. Hanno vinto loro.

Chi ha combattuto con loro?

  • I grandi giornali, quelli che ogni mattina decidono cosa devi pensare.

  • I professori in tv, quelli che ti spiegano con aria saccente che "non hai capito".

  • La sinistra, tutta, compatta come non la vedevamo da anni. Perché sanno che senza una magistratura politicizzata perdono il loro alleato più potente.

  • E poi c'erano loro, gli intellettuali di regime. Quelli che ogni 25 aprile salgono sul palco con la voce rotta a recitare la Costituzione "più bella del mondo". Come se fosse un rosario. Come se criticarla fosse bestemmia.

Peccato che nessuno di loro abbia mai preso in mano la Costituzione svizzera, o quella tedesca, per capire perché lì la giustizia funziona e qui no.

Ma tanto, perché farlo? La narrativa è già pronta: "Noi abbiamo la Costituzione più bella del mondo". E chi la tocca è fascista. Così hanno spento ogni discussione prima ancora che cominciasse.

Il quorum: il trucco perfetto

Ma il vero capolavoro di questa truffa si chiama quorum.

Lo sapete cosa significa? Significa che se tu, cittadino, raccogli 500.000 firme per un referendum, quello che hai chiesto può essere annullato dal silenzio. Basta che più della metà degli italiani resti a casa. E indovina un po'? Chi ha interesse a che tu resti a casa, lavora per tenerti a casa.

Per settimane hanno ripetuto:

  • "Tanto non cambia niente."

  • "Non capisci, è roba da tecnici."

  • "Resta a casa, tanto non serve."

E molti ci sono rimasti. Non per cattiveria. Perché gli hanno rubato la voglia di partecipare. Perché gli hanno fatto credere che il voto non servisse. E mentre i nostri stavano sul divano, loro andavano ai seggi. Compatti. Organizzati. E hanno vinto.

Non è democrazia. È una truffa con il quorum.

Cosa hanno vinto, esattamente?

Hanno vinto il diritto di continuare a fare quello che hanno sempre fatto:

  • Processi che durano otto anni. In Germania 500 giorni. Qui 1.185.

  • La borseggiatrice con 37 precedenti che esce dopo poche ore. Sempre.

  • L'imprenditore onesto che fa causa e paga più di avvocati che di tasse.

  • Lo scippatore che sparisce con un nome falso.

  • Il cittadino che difende la propria casa e finisce sotto indagine.

Hanno vinto il diritto di non essere mai controllati. Perché il CSM, il loro parlamentino, resterà un feudo di correnti. Perché le correnti continueranno a spartirsi le nomine. Perché chi indaga e chi giudica continueranno a essere la stessa cosa.

E noi? Noi continueremo a pagare. Con i soldi. Con il tempo. Con la pazienza. Con la fiducia che muore ogni giorno un po' di più.

La prossima volta?

Qualcuno dirà: "Hanno vinto, basta piangere". No. Non basta. Perché questa non è stata una sconfitta sul merito. È stata una sconfitta sulla testa della gente.

Hanno vinto perché hanno il monopolio della narrazione. Perché hanno la tv, i giornali, le cattedre universitarie, i palchi di piazza. Noi abbiamo la verità. Ma la verità, da sola, non basta se non sai raccontarla.

La prossima volta, se ci sarà una prossima volta, dovrà essere diversa. Non basterà dire "vota Sì". Bisognerà spiegare a tua moglie, a tuo cognato, al vicino di casa, al collega di lavoro perché questo voto cambia la sua vita. Bisognerà portarlo al seggio per mano. Bisognerà sfondare la cortina di silenzio che ci tiene separati.

E bisognerà farlo con la rabbia giusta. Quella che non si arrende. Quella che oggi, davanti a questa immagine con il timbro rosso che schiaccia il SÌ, dice: "Non finisce qui".

E adesso?

Adesso la sinistra festeggia. I magistrati si stringono la mano. I giornali titoleranno "vince la Costituzione". I soliti noti saliranno in cattedra per dirci che abbiamo sbagliato.

Ma noi abbiamo una certezza. Una sola. Ma incrollabile.

Il NO non cancella i problemi.

I processi restano lunghi otto anni. La giustizia resta una roulette russa. La casta resta intoccabile. E prima o poi, quando la pazienza della gente sarà finita del tutto, qualcuno tornerà a chiedersi: "Ma chi ha voluto tutto questo?"

Noi oggi lo sappiamo. E abbiamo il dovere di ricordarlo.

Ci hanno truffato. E chi paga siamo sempre noi.

Condividi. Perché se non lo fai tu, chi lo fa?